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In queste ultime ore, da diversi quotidiani locali, viene riportata la notizia di una vera e propria “Santa Barbara” delle multe, avvenuta appunto il 4 Dicembre scorso, quando diversi cittadini reatini, molti dei quali lavoratori al centro storico di Rieti, ignorando che fosse un giorno festivo e che il varco fosse quindi attivo anche per la zona ZTPP (zona a traffico pedonale privilegiato), sono entrati violandolo; in questi giorni stanno ricevendo le multe, alcuni di loro ne ha avute anche 4, per la modica cifra di 95,00 euro cadauna.

Questo episodio non può far altro che suscitare in noi, Grilli Parlanti di Rieti, l’ennesima presa di posizione sull’illegittimità della ZTL, dal momento che esiste anche una seconda sentenza del Giudice di Pace di Rieti (in allegato), con la quale sono stati annullati tre verbali di accertamento emessi nel 2013 per attraversamento dei “varchi attivi” senza il regolare permesso per la ZTL.

Con quest’ulteriore comunicato vorremmo spiegare che  si continua a sanzionare gli ignari cittadini con un modus operandi che potremmo definire persecutorio, visto che non trova nessun’altra motivazione se non quella di dover “rimpinguare” le languide casse comunali.

La ZTL, secondo l’art 36 del Codice della strada del ’92, si istituisce a seguito della stesura di un Piano Urbano del Traffico (PUT) che deve essere necessariamente accompagnato da una Relazione Tecnica, nei tempi e modi descritti nei commi 5, 8 e 9 che recitano:

“Il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni…..”

8 “E' istituito, presso il Ministero dei lavori pubblici, l'albo degli esperti in materia di piani di traffico, formato mediante concorso biennale per titoli. Il bando di concorso e' approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici di concerto con il Ministro dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica “

9 “A partire dalla data di formazione dell'albo degli esperti di cui al comma 8 e' fatto obbligo di conferire l'incarico della redazione dei piani di traffico oltre che a tecnici specializzati appartenenti al proprio Ufficio tecnico del traffico, agli esperti specializzati inclusi nell’albo stesso”.

L’ultima versione del PUT che abbia avuto simili caratteristiche è del lontano 1984 (ben otto anni prima del Nuovo Codice della strada!), quando fu assegnato l’incarico allo studio tecnico di ingegneria del traffico Ing. Bottaro e Cecilia con deliberazione di Giunta n.1859 del 24.12.1984.

Il Giudice di Pace, non ha potuto far altro che accogliere il ricorso anche in questo caso, rilevata l’assenza della dovuta Relazione Tecnica  come previsto  dalle Direttive del Ministero del 21 Luglio 1997 n. 3816: “aver introdotto la tariffazione degli accessi alla ZTL all'interno del Piano urbano del traffico, avendo verificato che tale provvedimento (che costituisce una ulteriore misura di selezione rispetto alla limitazione dell'accesso ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti e di veicoli a motore) si rende effettivamente necessario per il raggiungimento degli obiettivi del Piano urbano del traffico. Di tale verifica deve essere data documentazione in uno specifico paragrafo della relazione tecnica che accompagna il suddetto Piano” con la quale il Comune di Rieti avrebbe dovuto aggiornare il PUT.  Questi sono i motivi per poter fare il ricorso al Giudice di pace.

Anche in questa occasione torniamo a ribadire che noi “Grilli Parlanti di Rieti” siamo favorevoli a tutte quelle politiche che prevedono forme di mobilità alternative all’utilizzo delle autovetture private, quali nuove piste ciclabili, potenziamento dei mezzi di trasporto pubblico, graduale pedonalizzazione del centro storico con contestuale creazione di vaste aree limitrofe con sosta gratuita, servizio di navette e di assistenza nei confronti delle fasce deboli (anziani, neomamme, bambini, disabili ecc.), ricordando che tutte queste opportunità erano state offerte dal bando regionale del P.L.U.S, ma tutti sappiamo che tipo di scelte ha compiuto la precedente amministrazione, con l’avallo di quella attuale http://www.rieti5stelle.com/news5s/comunicati/conferenza-stampa-sui-plus.

In tale ottica non vi è nessuna preclusione ideologica verso la creazione di una ZTL atta a favorire un migliore accesso e una maggiore vivibilità  del centro storico, purché venga  realizzata rispettando le norme di legge e varata  dopo una vera consultazione e partecipazione dei cittadini (l’amministrazione Tigli inviò 13.500 cartoline/sondaggio “a tutti i possessori di autoveicoli della Città”).

Quando la smetterete di prendere in giro i cittadini?

La nostra lotta per l’onestà continuerà serrata, su tutti i fronti.

Siamo a disposizione di tutti i cittadini che volessero ulteriori informazioni e per visionare la sentenza. Potete contattare il numero 3283892018 oppure scriverci una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Lo avevamo promesso durante la conferenza stampa del 16 Aprile 2014 e lo abbiamo fatto, ovvero stiamo seguendo passo passo i lavori inerenti la riqualificazione delle piazze Cesare Battisti e Vittorio Emanuele in corso di esecuzione nell’ambito dei P.L.U.S. (Piano locale urbano di sviluppo).

Riporta la data del 05.02.2015 l’interrogazione a risposta scritta presentata al  MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO a firma del portavoce alla Camera dei Deputati Massimiliano Bernini (e co-firmatari Stefano Vignaroli, Federica Daga, Marta Grande, Alessandro Di Battista, Massimo Enrico Baroni, Luca Frusone http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=31233&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27 ) e riguardante la valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti durante i lavori.

Sono venuti alla luce dei resti di mura romane, realizzate in opus reticolatum, tecnica costruttiva in uso nell'antica Roma, specialmente nel periodo repubblicano fino all'età augustea, alla base del quale sono state scoperte anche parti di un pavimento a mosaico; sono stati rinvenuti inoltre altri reperti di origine incerta oltre alla sommità di una cisterna per l’accumulo di acqua verosimilmente dei primi del ‘900.

Il Comune di Rieti ha richiesto alla Soprintendenza una consulenza che stabilisca il valore di quanto ritrovato e dal giorno della scoperta ad oggi sono avvenuti diversi sopralluoghi al fine di concordare con la stessa Soprintendenza le modalità di conservazione e l'eventuale valorizzazione di quanto rinvenuto e le modalità di prosecuzione dei lavori nel cantiere.
Gli interroganti ritengono che una così importante scoperta, quale quella di strutture di epoca romana, potrà dare un maggior senso allo stesso P.L.U.S. (piano locale urbano di sviluppo), riportandolo alla sua vocazione originaria. Infatti, la valorizzazione di questi reperti archeologici, patrimonio della collettività, attraverso eventuali e opportune varianti al progetto originario, oltre ad essere un vanto per la città e per i cittadini, potrà favorire lo sviluppo del turismo verso Rieti.

Non valorizzare adeguatamente questa testimonianza delle antiche civiltà che abitavano quei luoghi, sarebbe un atto di intollerabile miopia e disinteresse nei confronti delle comunità che abitano la zona e che potrebbero ricevere, da una oculata promozione e dallo sfruttamento del patrimonio storico, un'irripetibile occasione in termini di crescita del territorio e sviluppo economico ed occupazionale.

Pertanto con l’interrogazione suddetta si chiede al Ministero competente:

-       se non ritenga, unitamente alle iniziative intraprese dalla Soprintendenza, di dover promuovere ogni azione possibile per valorizzare il patrimonio che sta affiorando nel sito di piazza Vittorio Emanuele II e piazza Cesare Battisti a Rieti, come nei futuri lavori di rifacimento delle altre piazze in programma Plus;

-       quali iniziative intende assumere perché questo rilevante patrimonio archeologico abbia un'adeguata tutela e sia elemento di attrazione turistica e possibilità occupazionale; 

-       se, alla luce dei ritrovamenti, non ritenga opportuno promuovere nella zona reatina una campagna di scavi per riportare alla luce tutti i resti della civiltà romana sepolti e non ancora ritrovati e valorizzare, in seguito, quell'inestimabile patrimonio con azioni mirate a creare un indotto turistico e un'economia adeguata all'importanza della scoperta.

Cordiali saluti.

LORO non si arrenderanno mai… NOI neppure!

Rieti, 09.02.2015

Meetup “Grilli Parlanti di Rieti”

Attivista Ugo Perotti

E’ di pochi giorni fa la risposta da parte dell’Amministrazione Comunale alla nostra richiesta di chiarimenti sui rapporti contrattuali tra Comune ed Enel - Enel Sole, con  l’elenco dei punti luce di loro proprietà. Da cittadini non capivamo come mai moltissime zone della città potessero rimanere al buio così a lungo, chi fossero i proprietari e a chi rivolgere le lamentele per la mancata erogazione della pubblica illuminazione, vista la regnante confusione e la poca trasparenza dell’amministrazione sulla manutenzione degli impianti e delle cabine, la cui gestione è suddivisa fra amministrazione comunale ed Enel Sole.

Ci è stato fornito l’elenco delle cabine di proprietà della Enel Sole delle varie zone in città e delle frazioni limitrofi, che rendiamo pubblico a beneficio dei cittadini, quello che però ci ha lasciati allibiti è stato che il contratto/convenzione in essere è del 1978 (in allegato) e si rinnova tacitamente di anno in anno.

Ben 37 anni sono trascorsi dall’anno in cui è stata stipulata la convenzione e nessuno ha mai pensato, finora, di rivederne le condizioni, considerato che all’art. 2 si legge “si intende tacitamente prorogata di anno in anno…”.  

Ci chiediamo quindi come sia stato possibile arrivare al 2015, prima con l’amministrazione di centro destra ed ora con quella di centro sinistra, continuando a mantenere una convenzione così palesemente fuori tempo e chissà se non anche economicamente sfavorevole per i cittadini.

Vogliamo ricordare che Enel Sole, che ha attualmente in mano la manutenzione dei punti luce nella nostra città sotto elencati, è stata costituita per ottemperare alle disposizioni per le liberalizzazioni del mercato dell’energia, il famoso Decreto Bersani (D.L. 79/99), che ha imposto a Enel la suddivisione delle attività per trasferirle a società distinte. A Enel Sole srl, con la cessione del ramo d’azienda, è stato trasferito l’intero settore relativo alla pubblica illuminazione, che a oggi consta circa 2 milioni di punti luce, consistente in contratti stipulati prevalentemente con le Amministrazioni pubbliche, di cui molti risalenti al secolo scorso, anni sessanta e settanta appunto.

I tempi e i costi di gestione sono cambiati, ma a quanto sembra all’Amministrazione Comunale non interessa.

A nostro avviso farebbe bene l’Amministrazione a seguire le indicazioni contenute nella nota della Corte dei Conti, sezione Lombardia/160/2013/PAR, nella quale si da “interpretazione dell’art. 1 del d.l. n. 95/2012, convertito con legge n. 135/2012 (“Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini…”) tutto orientato alla riduzione/razionalizzazione della spesa delle amministrazioni pubbliche, in particolare discendente dai costi per acquisti di beni e servizi.

In questa ottica va letto il comma 13 dell’art. 1 del decreto legge, che si inserisce in una serie di disposizioni rafforzanti l’obbligo, per le amministrazioni pubbliche (e, fra queste, per gli enti locali) di utilizzare le convenzioni quadro stipulate da CONSIP (o da centrali d’acquisto regionali) o le piattaforme informatiche di selezione dei contraenti messe a  disposizione da centrali di committenza nazionali, regionali o appositamente costituite (cfr., in particolare i commi 1, 3, 7 e 8, già oggetto di esame da parte della scrivente Sezione regionale di controllo nei pareri n. 89/2013 e n. 112/2013)”.

Il diritto di recesso è attribuito all’amministrazione subordinatamente alla mancata riconduzione, da parte del fornitore, del corrispettivo delle prestazioni al limite di qualità/prezzo previsto da una convenzione CONSIP vigente. Il precetto è rafforzato dal legislatore sia ammettendo l’esercizio “in qualsiasi tempo” (senza dar rilievo ad elementi come, per esempio, la durata residua della convenzione o il pregresso affidamento in conformità a procedure di evidenza pubblica), sia esplicitando la nullità di qualunque patto contrario, nonché l’inserimento di diritto della clausola nel contenuto negoziale del contratto ai sensi dell’art. 1339 del codice civile”.

Questi sono passaggi che l’Amministrazione avrebbe dovuto conoscere e mettere in pratica quanto prima, ma ad oggi si è voluto pensare a tutt’altro che al bene e alla sicurezza dei propri cittadini.

In un prossimo comunicato suggeriremo una risoluzione del problema, con una seria proposta per la sicurezza pubblica e per il bene delle casse comunali.

LORO non si arrenderanno mai… NOI neppure!

Rieti, 05.02.2015

Meetup Amici di Beppe Grillo

“Grilli Parlanti di Rieti”

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