• Beppe Grillo a Rieti
  • Di Battista a Rieti campagna elettorale elezioni Europee 2014
  • Marcia Onestà
  • Donne in Movimento. Le donne del M5S a Rieti 8 Marzo 2014
  • Grilli Parlanti alla Marcia dell'Onestà con Paola Taverna
Comunicati

Comunicati (143)

Mercoledì, 21 Settembre 2016 19:12

La salute dei malati oncologici non può attendere!

Come Gruppo locale ci sentiamo di condividere ed appoggiare l’Associazione ALCLI Giorgio e Silvia che già nella missiva del 12 luglio, inviata alla Regione Lazio, ha denunciato la delicata situazione del polo oncologico  dell’ospedale De Lellis di Rieti che di fatto aggrava il disagio di pazienti già in stato di fragilità, molti dei quali vedono posticipare le richieste di presa in cura di diversi mesi, con conseguenze pesantissime sulla qualità della loro vita e quella dei loro famigliari.

Noi Grilli Parlanti di Rieti ci sentiamo profondamente colpiti a dover assistere al degrado di quello che era un punto di eccellenza dell’ospedale di Rieti; infatti i reparti di Oncologia e di Radioterapia sono stati vanto della nostra sanità per professionalità ed avanguardia, richiamando pazienti anche da fuori Rieti.

E’ risaputo che per un malato oncologico, laddove la prevenzione avesse fallito,  agire tempestivamente e facilitare l’attuazione dei protocolli per la cura di tumori e di metastasi, risulta fondamentale.

La situazione insostenibile di riduzione del personale, trasferito e non sostituito, ha penalizzato l’organico, che non può più garantire l'assistenza ai nuovi pazienti e di quelli già in cura, nel giro di breve tempo. Le liste d’attesa si sono talmente allungate, tanto che non c’è più il margine per tentare di salvare o allungare la vita a molti di quei pazienti che si vedono costretti a curarsi fuori provincia, o ancor più grave, fuori regione, riducendo l'Ospedale di Rieti a un centro di smistamento dei malati.

Data la gravità della situazione non siamo disposti a stare a guardare in silenzio; da anni ci occupiamo dei problemi della sanità pubblica.

Abbiamo costituito un apposito tavolo sulla salute che tratta le tematiche dell’abbattimento delle liste d’attesa, della riorganizzazione del pronto soccorso e dell’Intramoenia.

L'assenza di una risposta da parte degli amministratori regionali, alla richiesta inoltrata dall’Alcli, cosi umanamente necessaria, è una mancanza di rispetto gravissima, un'ulteriore conferma che il malato reatino si vede costretto ad “emigrare”.

Quindi vi chiediamo di avere più rispetto al diritto di cura dei reatini.

 

La Costituzione italiana riconosce il diritto alla Salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo.

Siamo al capolinea, oramai le promesse e i “fiumi di parole” non bastano più, occorrono fatti concreti e SUBITO.

 

 

 

 

Mercoledì, 21 Settembre 2016 16:21

Sono sicure le scuole di Rieti?

Nell’anno 2013 il Meetup Amici di Beppe Grillo “Grilli Parlanti di Rieti” ha fatto formale richiesta di accesso agli atti per richiedere all’amministrazione comunale e a quella provinciale i dati necessari a valutare lo stato di salute degli edifici scolastici (http://www.rieti5stelle.com/news5s/comunicati/le-scuole-di-rieti-sono-sicure).

E nel 2014 ha riportato, attraverso un comunicato, l’esito di tale richiesta agli atti (http://www.rieti5stelle.com/news5s/comunicati/comunicato-scuole-belle-ci-accontentiamo-di-scuole-sicure).

Il quadro che ne risultava era piuttosto desolante.

Alla luce dei recenti tragici avvenimenti che hanno così duramente colpito il nostro territorio, rimaniamo in attesa dei controlli che dovranno effettuare i tecnici della protezione civile con i relativi risultati che chiederemo alla stessa su tutti i plessi scolastici nel territorio comunale. Nel frattempo, è stata annunciata l'apertura dei due asili nido comunali, il “Ciancarelli” di viale Maraini e il “Sabin” di Villa Reatina, per questo i Grilli Parlanti di Rieti, chiedono all'amministrazione comunale, se le due strutture siano in possesso del certificato di agibilità e quale è il grado di vulnerabilità sismica. 

Conoscere lo stato delle scuole è un diritto dei cittadini ed è un dovere delle amministrazioni non rinviare più qualsiasi intervento necessario per la sicurezza di questi edifici.  

 

Ci sono pervenute diverse segnalazioni riguardanti il bocciodromo nella frazione di Spinacceto di Greccio (Rieti), compresa quella della consigliera dello stesso comune, Fabiola Ciferri.

Insieme alla stessa consigliera, che ringraziamo per la fattiva collaborazione, abbiamo potuto constatare quello che è un, e che ci auguriamo essere l'ultimo,  caso di mala amministrazione della “cosa pubblica”.

Uno scenario terrificante, degradante, al limite della decenza e soprattutto, nella più totale assenza dei livelli minimi di sicurezza, che un primo cittadino dovrebbe saper tutelare. La fatiscente struttura, dove risulta agevole introdursi, è bene ricordarlo e indicarlo, si trova all'interno di un parco pubblico in Via Oreste Leonardi, dove verosimilmente decine di bambini si recano ogni giorno per giocare nel verde e forse, in assoluta tranquillità. Ai genitori l'ardua missione di far passare ai loro piccoli fruitori del parco, qualche ora in sicurezza e responsabilità. Si pensa di lasciar giocare con i loro coetanei i propri bambini, ci si ritrova invece davanti ad una struttura in totale abbandono (come dimostrano le numerose foto!) e assai pericolosa per la sicurezza degli stessi bambini.

Gentile Sindaco di Greccio Antonio Rosati (lista civica “Uno di voi”), nel suo programma elettorale “uno di noi” del 2014, sulla struttura scriveva “riqualificazione e successiva riconversione del bocciodromo, ORMAI IN DISUSO...ambiente IDONEO... struttura polivalente al servizio dei cittadini”.

Le pare questo il caso? Sono passati più di due anni dalle elezioni nel suo comune, perché ad oggi, non è stato fatto nulla? Cosa glielo impedisce? Scommettiamo che da domani si metterà davvero a lavorare per derimere questa “INCRESCIOSA” situazione? Perché si devono lasciare anche i bagni pubblici in totale abbandono, così come la bellissima struttura, rendendo assai pericolosa la permanenza dei bambini? Se non ha per oggi i fondi necessari per la sua realizzazione di riconversione, cosa aspetta a metterla in sicurezza? Attenderà che qualche adolescente si faccia del male prima di poter intervenire?

Confidiamo nella sua “proverbiale” presa d'atto a questo nostro invito pubblico, e confidiamo nella risoluzione del caso, nel più breve tempo possibile. Torneremo a verificare tra qualche mese per seguirne gli sviluppi, ci può scommettere!

 

Con il presente comunicato, i Grilli Parlanti di Rieti chiedono che l’Amministrazione Comunale (in quanto proprietaria dell'immobile) intervenga, previa segnalazione all'ASL, per verificare la presenza di amianto nelle canne di esalazione poste sulla copertura dell’asilo di Via dei Mille e, in caso di esito positivo delle analisi, agisca con la rimozione o l’incapsulamento delle canne fumarie stesse.

Tale segnalazione verrà inoltrata alla stessa amministrazione comunale via pec e per conoscenza anche alla Asl di Rieti.

Confidiamo che si riesca a trovare un po’ di tempo per effettuare le opportune verifiche tra gli impegni legati al disegno della nuova città ed il festival del peperoncino, e che si trovino un minimo di risorse economiche per provvedere ad eliminare il pericolo derivante da questo materiale, prima della ripresa dell'attività scolastica a tutela della salute pubblica.

Ricordiamo, che per gli edifici pubblici (scuole, ospedali, tribunali, ecc.) “la normativa attuale impone al datore di lavoro (in questo caso il dirigente pubblico) o proprietario di un edificio (in questo caso il Comune) potenzialmente contenente amianto, una valutazione preliminare della effettiva presenza di amianto, se necessario anche con campionamenti e analisi da eseguirsi da laboratori abilitati. Una volta accertata in maniera sicura la presenza di amianto è necessario eseguire una specifica valutazione del rischio per la salute dei lavoratori e degli occupanti l’edificio, in funzione del tipo di amianto (compatto o friabile), del suo confinamento o meno, del suo stato, di condizioni particolari che potrebbero facilitare la dispersione delle fibre (correnti d’aria, vibrazioni, ecc.).

In esito a tale valutazione il proprietario dell’edifico e/o il datore di lavoro  dovrà redigere un inventario dell’amianto per l’edifico in esame, contenenti tutti i dati necessari a individuare il rischio per gli occupanti dell’edificio. Tale inventario deve essere condotto mediante l’utilizzo di specifiche schede di censimento definite dalla normativa di riferimento e dovrà essere formalmente consegnato alla ASL competente per territorio.

La rimozione dell’amianto dagli edifici, non è in prima battuta obbligatoria per legge, ma se a seguito della valutazione del rischio, si può ritenere (anche mediante campionamenti ambientali) che il rilascio di fibre di amianto nell’ambiente superi limiti fissati dalla normativa, il Sindaco del Comune di appartenenza, a seguito di parere della ASL (sulla base delle schede di censimento) o di denuncia degli abitanti, può disporre la bonifica.”

 

LORO non si arrenderanno mai… NOI neppure!

 

Rieti, 12.08.2016

 

Diversi cittadini ci segnalano due differenti situazioni, una che riguarda la centrale a biomassa di Cittaducale e l'altra, grazie all'interessamento del noto ambientalista Benito Rosati e nostro attivista, su una discarica in località Collefegato di Borgorose (Rieti).

Per ciò che riguarda la centrale a biomassa, siamo venuti a conoscenza del suo “sequestro preventivo”, emesso dal Tribunale di Rieti, in data 19 Luglio c.a. e ci siamo recati sul posto (come testimoniato dalla foto allegata). Una volta accertata la veridicità della segnalazione e in mancanza di informazioni pubbliche, CHIEDIAMO al Sindaco di Cittaducale Roberto Ermini, di far conoscere all'opinione pubblica, quale siano state le ragioni per aver portato al “sequestro preventivo” la suddetta centrale. Non siamo mai stati e mai lo saremo, d'accordo sull'installazione di tali centrali nel territorio locale e ci batteremo in futuro affinchè questo non accada mai anche nel territorio reatino. Ricordiamo a tutti, che i cittadini residenti di S. Rufina, lamentavano un disagio continuo nei confronti dei fumi sprigionati dalla centrale e per questo ne chiedevano il controllo alle autorità competenti, Sindaco compreso. A questo punto il dubbio e la curiosità di conoscere il reale motivo del sequestro, dovrebbe essere considerato un atto dovuto nei confronti dei propri cittadini da parte del primo cittadino di Cittaducale, il quale dovrebbe per la trasparenza, renderli consapevoli del reato che viene contestato ai proprietari della centrale a biomassa.

Nel secondo episodio, vorremmo far presente al Sindaco di Borgorose, Mariano Calisse,  la MONTAGNA DI RIFIUTI presenti  lungo la strada “chiusa ai mezzi non autorizzati” di Collefegato che fiancheggia la SS578,  e che molti residenti indicano come luogo di “pellegrinaggio” continuo per il deposito incontrollato di rifiuti di vario genere, pericolosi e non. A quanto pare la situazione va avanti da molto, troppo tempo e sarebbe anche giunta l'ora che il Sindaco prendesse provvedimenti il più presto possibile, convinti che ha a cuore l'ambiente e la salute dei cittadini.

Invitiamo pertanto il Sindaco di Borgorose, ad indicare quali misure sono state già eventualmente adottate e quelle che si intendono adottare, anche in via preventiva e sotto forma di controllo, per fronteggiare il dilagante e sempre crescente denunciato fenomeno, che sta rendendo la situazione davvero insostenibile. Tra pochi giorni ci recheremo nuovamente sul posto, con la speranza che nel frattempo qualcosa sia cambiato, altrimenti saremo costretti ad avviare tutte le procedure del caso, per segnalare alle autorità competenti, la suddetta discarica, con tutte le responsabilità amministrative che ne deriveranno.

Rimaniamo in attesa delle risposte dei sindaci di Cittaducale e di Borgorose.

E' un vostro dovere nei confronti dei vostri cittadini tutelare la loro salute e quella dell'ambiente. Dimostratelo.

Loro non si arrenderanno MAI… NOI NEPPURE!

Rieti, 01.08.2016

Meetup Amici di Beppe Grillo

“Grilli Parlanti di Rieti”

La vicenda del ristoro è l'emblema di quanto il territorio reatino venga considerato dalla Regione Lazio, solamente come un bacino di voti e di risorse  da sfruttare (tra l'altro è veramente ai limiti dell'indecenza la vicenda dei trasporti Cotral, tanto per citarne una).

Nel 2006, dopo 10 anni dalla scadenza della concessione, finalmente si era arrivati ad un accordo e con delibera regionale era stato previsto il versamento, una tantum, dal 2003 al 2006, di 25 milioni di euro e di 8 milioni di euro l'anno dal 2006 al 2020,arrivando alla “modica” cifra di 145 milioni di euro di ristoro!

Questi soldi ovviamente non sono mai arrivati, tanto è vero che nel 2011 il nucleo della polizia tributaria della Guardia di Finanza di Rieti mise in mora la Provincia di Roma e Nicola Zingaretti, in qualità di presidente dell'A.T.O. 2 di Roma e di Acea A.T.O. 2 S.p.A., in quanto gestore del sistema acquedottistico, per supposto danno erariale di 73.000.000 di euro, passando il tutto alla Magistratura contabile.

(qui l'interrogazione regionale del M5S Lazio nel Dicembre 2013 http://www.rieti5stelle.com/news5s/comunicati/interrogazione-regionale-del-gruppo-m5s-e-dei-grilli-parlanti-di-rieti)

Invece di mostrarsi più incisivi nella richiesta del riconoscimento della delibera del 2006, gli stessi rappresentanti locali oggi mostrano felicità e fierezza per i “risultati” conseguiti con la nuova delibera che annulla la precedente e con la quale gli amministratori reatini si impegnano a rinunciare alla cifra precedentemente approvata. 

La nuova delibera, infatti, prevede un riconoscimento una tantum di 35.000.000 di euro più una quota annuale di 6/8 milioni di euro. A conti fatti, fra la prima e la seconda delibera la differenza è netta, il territorio reatino riceverà ben 79 milioni in meno.

Non solo ci saranno delle entrate minori, ma siamo tornati praticamente indietro di 10 anni, ovvero a quando, nel 2006, si festeggiava l'accordo raggiunto. Chissà se fra dieci anni si farà un altro di accordo e poi magari un altro ancora e poi un altro, rimandando sempre la soluzione e rischiando di arrivare addirittura a mettere nero su bianco: RISTORO = O (zero). Nel frattempo però ci sarà la solita società privata (Acea) che vedrà gonfiare le proprie casse a danno della collettività del reatino.

Non abbiamo capito per quale motivo i nostri politici abbiano festeggiato l'ennesima debacle per il nostro territorio, ma pensando a chi governa oggi in Regione e nel nostro Comune... qualche riflessione esce spontanea.

Nei giorni successivi all'ultimo fantomatico accordo (Maggio c.a.) si disse dei soldi del ristoro “pochi maledetti e subito”, ma è proprio per questo motivo che abbiamo voluto attendere prima di esprimerci:

-      in questi due mesi, cosa è stato fatto?

-      Assessore alla  Regione Lazio F. Refrigeri, la delibera è stata oggetto di discussione all’assemblea dei Sindaci dell’Ato 3 per la ratifica?

-      Gli 8 milioni di euro che sarebbero dovuti arrivare entro il 30 giugno dove sono?

Soltanto per una cosa siete puntuali, nel non smentirvi mai!

  Confidiamo in un imminente domani per vedere concretizzate le nostre speranze, quando anche qui avremo un'amministrazione a 5 stelle, visto che l'attuale Sindaco di Rieti non è stato in grado di mantenere, per l'ennesima volta, un’altra delle sue promesse elettorali, rifilandoci l'ennesima bufala.

Oltre il danno ora anche la beffa nel veder ridotto il nostro ristoro di molte decine di milioni di euro: SIETE SENZA RITEGNO.

 

Devid Porrello, capogruppo del M5S Lazio, dichiara:
"L’amianto rappresenta una delle sostanze più pericolose per la salute dell’uomo, come certificato dal suo divieto di utilizzo, ma all’ospedale De Lellis di Rieti qualcosa non ha probabilmente funzionato. Cittadini reatini, tra cui l'attivista Rossi Marco del Meetup locale "Grilli Parlanti di Rieti" e due volontari dell'Associazione Cittadinanzattiva e del Tribunale dei diritti del malato, hanno segnalato infatti i lavori di bonifica presso la struttura ospedaliera e chiesto di verificare l’attività della ditta subappaltatrice, nel pieno rispetto della normativa in materia e della tutela della sicurezza di pazienti, operatori sanitari e impiegati dell’azienda aggiudicataria degli interventi di manutenzione delle pavimentazioni in vinil amianto. Come testimoniato da alcune fotografie e verificato dagli agenti di pubblica sicurezza intervenuti, l’area interessata dai lavori risultava isolata dal resto della struttura da un telo di plastica mal posizionato in alcuni punti, che non impediva la diffusione della polvere presumibilmente ricca di fibre di amianto. Anche gli operai erano privi di qualsiasi presidio di protezione, come tute e maschere. Quanto sopra descritto è stata la situazione che si presentava ai volontari dell'Associazione, all'attivista dei Grilli Parlanti e agli agenti di polizia intervenuti sul posto. Grazie all'esposto presentato in Procura e alla segnalazione ai NAS di Viterbo, per la verifica di quanto sopra descritto e salubrità ambientale, si sono attivate tutte le procedure di monitoraggio della qualità dell'aria, con prelievi a campione anche della polvere presente in loco."

Gruppo Consiliare M5S Regione Lazio

Gli attivisti del Meetup locale “Grilli Parlanti di Rieti”, Benito Rosati e Rossi Marco, nelle giornate di Giovedì 22 Giugno e Venerdì 8 Luglio c.a., hanno segnalato, agli organi competenti, lo smaltimento di liquami nel fosso Ranaro e nel fosso Pantane e un abbandono di tubi, presumibilmente di amianto, lungo la strada provinciale di Sala.

Per ciò che riguarda i fossi, l'enorme quantità di schiuma e di liquido di colore rosso/marrone che si è presentata agli occhi degli attivisti è stato uno “spettacolo” davvero raccapricciante e oltremodo preoccupante. Sono stati allertati immediatamente sia la Polizia Municipale che il Corpo Forestale dello Stato, entrambi accorsi sul posto in brevissimo tempo; data la gravità della situazione, successivamente è stata allertata anche l'Arpa Lazio, che non ha potuto far altro che effettuare diversi prelievi nei vari punti dei Fossi.

Per questo specifico caso, attendiamo l'esito delle analisi nelle prossime settimane.

Sulla strada provinciale di Sala, invece, in una piazzola poco distante dal terzo tornante, abbiamo rinvenuto un gran quantitativo di tubi di amianto, oltre a cumuli di materiale di scarto, sia edile che di arredamento, nonché gli immancabili elettrodomestici e sanitari.

Stessi cumuli di spazzatura rinvenuti anche in Via Belvedere, a poca distanza dal centro abitato.

Ci auguriamo di raccontare, entro poco tempo, sia il risultato delle analisi delle acque campione prelevate dall'Arpa, sia il ripristino delle condizioni igieniche -ambientali dei luoghi coinvolti.

Noi Grilli Parlanti di Rieti, chiediamo agli organi competenti, una maggiore attenzione all'ambiente aumentando gli agenti di controllo su strada e presso quei luoghi di abituale smaltimento illecito dei rifiuti, anche con l'ausilio di telecamere di sorveglianza ove possibile.

Purtroppo tutte le campagne di sensibilizzazione avviate, l'educazione nelle scuole e i buoni insegnamenti dei genitori, non sono sufficienti a contrastare il fenomeno; contro il deturpamento dell'ambiente e in difesa della salute delle persone, proponiamo di utilizzare strumenti tecnologici (videosorveglianza) che probabilmente avranno dei costi iniziali elevati per la collettività, costi però che sarebbero AMPIAMENTE coperti dalle sanzioni previste ai responsabili di questo tipo di reati.

Noi Grilli Parlanti continueremo a vigilare e a dare il nostro contributo restando anche a disposizione di quei privati cittadini che potranno contare sul nostro impegno qualora volessero segnalarci eventuali discariche e/o danni all'ambiente.

Quando saremo all'interno dell'Ente Comunale, la tutela ambientale sarà una delle nostre priorità, lo dobbiamo ai nostri figli, ce lo chiedono, il futuro sono loro, non possiamo lasciargli in eredità un mondo invivibile per colpa della nostra inciviltà.

Si ringraziano la Polizia Municipale di Rieti e il Corpo Forestale dello Stato per la tempestività e la fattiva collaborazione.

Oramai quando alla prenotazione delle visite ci danno tempi biblici di attesa, sembra quasi normale, come fosse "scontato", eppure il diritto alla salute è uno dei nostri principali diritti e va sempre tutelato.

Tante sono state le cosiddette "manovre" poste in essere per ovviare alle sempre più prolungate attese, ma fa ancora più caso come siano impietose, queste lunghe liste di attesa, anche nei confronti di chi ha seri problemi di salute.

Alcuni pazienti, affetti da patologie invalidanti o con insorgenza di acuzie, che necessitano di controlli specialistici, una volta visitati dal loro Medico di Base, se questi ritiene di dover approfondire gli accertamenti e gli richiede visite o analisi, indipendentemente dall’urgenza, si trovano davanti a liste di attesa sconvolgenti; questi alcuni esempi dei tempi di attesa realmente rilevati da pazienti che si sono recati al CUP il 19 aprile u.s. per prenotare delle visite:

  • visita oculistica appuntamento per il 28 luglio 2016
  • rx al torce appuntamento per il 2 maggio 2017
  • eco addome appuntamento per il 21 marzo 2017.

Tutto ciò non è solo scandaloso, ma oltraggioso nei confronti di chi non sta bene, di chi non ha possibilità economiche per ricorrere al privato in questo paese "civile" non  più  tale ed  in cui le tasse sono tante ed elevate ma non equivalgono alla qualità dei servizi erogati, che troppo spesso sono anche carenti e poco tempestivi.

Nel quadro generale del rapporto paziente/sistema sanitario, si ha come la sensazione che il paziente non venga più considerato come persona che ha diritto a star bene, ma come un mezzo per far cassa, sia essa pubblica che privata; eppure con l'arrivo dell'intramoenia si sarebbero dovute ridurre le liste di attesa, invece, per un incomprensibile fenomeno, esse sembra che siano addirittura più lunghe, come se la normalità debba diventare la visita privata o in intramoenia a discapito del servizio pubblico.

Per quale strano fenomeno avviene ciò? A cosa porterà questa "privatizzazione" silente se non a discriminare i meno abbienti e i meno fortunati che devono ricorrere a delle cure?

La scarsa qualità dell'offerta di cura non si giustifica: in uno Stato in cui il cittadino è il fulcro di ogni gestione, in uno Stato in cui si rispettano i propri abitanti, la scarsa qualità verrebbe considerata come reato nei confronti del popolo, come una sorta di sottrazione illecita di un diritto sacrosanto.

Ai dirigenti della ASL di Rieti e ai Sindaci dei Comuni che si servono del nosocomio reatino, chiediamo che si impieghino per una maggiore prevenzione, che ridurrebbe già di suo i costi delle maggiori cure postume, riducendo anche il numero dei malati, e che analizzino con cura i vari perché di questo fenomeno, ponendo immediatamente in atto tutte le misure necessarie per dare ai propri cittadini la possibilità di non essere emarginati o condannati in caso di malattia.

Proponiamo:

  • che vengano ampliati i tempi delle visite (quelle svolte come compiti istituzionali);
  • che vengano regolarizzate (almeno con un regolamento interno) le visite in regime di intramoenia (ad esempio in regime di intramoenia non si dovrebbero far fare più di un terzo delle visite che vengono fatte durante lo svolgimento del servizio istituzionale);
  • che vengano eliminati (ove possibile) tutti quei costi accessori (extra ticket Regione Lazio di Euro 10 per ogni ricetta per copertura debito sanitario) che disincentivano il flusso degli utenti verso la struttura pubblica, facendogli preferire il privato che non li applica, sortendo, quindi, l’effetto contrario;
  • che si riorganizzi il Pronto Soccorso ed evitare così che le persone debbano "soggiornarvi" per lunghi periodi, garantendo anche una maggiore riservatezza nel momento della collocazione in osservazione ed in attesa di valutazione medica;
  • che vengano acquistati quei presidi indispensabili per alleviare la degenza ai malati e per prevenire l'insorgere di altre malattie connesse alla degenza (a volte ci sono ma sono insufficienti e spesso inadeguate).

Questi sono solo alcuni esempi che da profani ci vengono in mente, si potrebbe fare molto per migliorare la qualità dei servizi resi dalla ASL di Rieti e di esempi ce ne sarebbero tantissimi altri ancora, alcuni realizzabili direttamente ed altri col tempo, però si inizi a regolamentare, per quanto di competenza, certe abitudini nocive sin da ora.

Il cittadino è il fulcro della società ed il rispetto dei suoi diritti è ciò che determina un "paese civile".

Basta con le promesse, occorrono fatti concreti.

LORO non si arrenderanno mai, NOI …neppure!

Rieti, 03.06.2016

Meetup Amici di Beppe Grillo

"Grilli Parlanti di Rieti"

Pagina 1 di 11