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  • Donne in Movimento. Le donne del M5S a Rieti 8 Marzo 2014
  • Grilli Parlanti alla Marcia dell'Onestà con Paola Taverna

Venerdì 7 novembre 2014 ore 18,30, in una frequentata frutteria di Rieti, mentre aspetto il mio turno per essere servito, mi cade l’occhio su un espositore di legumi secchi. Quello che mi ha sorpreso non erano tanto i prezzi esposti, fuori da ogni naturale logica, quanto l’origine di provenienza, Lenticchie dal Canada, Ceci dal Messico e Fagioli dall’Argentina. “È vero”, come dirà più di qualche lettore rassegnato al fatto che non ci sia alternativa a questa globalizzazione imperante ed imposta da trattati come il TTIP    (trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/agricoltura/2014/10/ttip-trattato-da-rivedere.html) che non rispettano, con l’importazione di prodotti OGM, le tipicità locali e secoli di cultura che sta dietro ad ogni prodotto che viene dalla terra,  devastando l’economia nazionale e condizionando la vita di tutti, ormai da anni. Dove non arriva l’uomo con le sue politiche scellerate, ci si mette la natura (sempre che non sia condizionata dallo stesso uomo); nell’anno in corso, per esempio, per la prima volta l’importazione di castagne ha superato la produzione nazionale; ad Aprile (c.a.), noi dei Grilli parlanti trattammo questo argomento con un comunicatosul cinipide del castagno (http://www.rieti5stelle.com/news5s/comunicati/proposta-di-legge-del-m5s-sul-cinipide-del-castagno). A tal proposito, oltre ai lanci aerei dell’antagonista del molesto cinipide, null’altro è stato fatto per sollecitare i referenti politici locali  in tema di prevenzione delle malattie delle piante,  nonostante una proposta di legge del M5S, a firma del deputato Massimiliano Bernini, depositata già a giugno 2013 e completamente ignorata da una delle Cooperative che operano nel settore, notiziata dagli attivisti dei “Grilli Parlanti”di Rieti. La proposta fu completamente snobbata, come si evince dagli articoli dei giornali locali dell’ 8 novembre 2014, anche da parte del deputato Oreste Pastorelli (gruppo Misto) dove si affrontava il problema della castanicoltura; ci si è guardati bene dal citare la proposta del M5S, che andrebbe materialmente incontro ai coltivatori agricoli qualora venisse finalmente discussa. In questi ultimi giorni si svolgono convegni in vari Comuni della Provincia a cura di alcuni esponenti di partiti, per promettere la proclamazione dello stato di calamità naturale per il settore olivicolo, omettendo però di dire che l’iniziativa non porterebbe alcun beneficio in quanto il Fondo di Solidarietà Agricolo Nazionale (FSN) è a secco, come ribadito anche dal deputato del M5S Gallinella in un articolo di stampa del 7 novembre u.s. e che si riporta di seguito: “Niente stato di calamità per contrastare l’annata nera dell’olio, compromesso dalla “Bactrocera oleae”, meglio nota come mosca dell’olivo. Il fondo è al verde. Oggi l’unica soluzione è costituita dalle assicurazioni agevolate. Il piano assicurativo diramato dal ministero delle Politiche Agricole non prevede i danni provocati dalla mosca dell’olivo.“Lo Stato di Calamità – precisa il deputato M5S in Commissione Agricoltura Filippo Gallinella – si richiede secondo la legge 102/2004 e si avvale del Fondo di solidarietà nazionale. Fondo che però è attualmente vuoto. Oggi l’unica soluzione per essere rimborsati dai danni delle avversità atmosferiche o dalle fitopatologie sono le assicurazioni agevolate, sulle quali è anche possibile avere grossi sconti attraverso la domanda unica Pac. Il problema è che i danni provocati dalla mosca dell’olio non sono previsti nel Piano assicurativo agricolo che il Mipaaf dirama ogni anno”.  Il M5S si sta mobilitando per superare l’impasse burocratica. “Abbiamo presentato – afferma Gallinella – in Commissione agricoltura una risoluzione per impegnare il ministro Martina ad aggiornare il Decreto legislativo 102 del 2004 che ha istituito il Fondo di solidarietà nazionale, per migliorare gli strumenti di gestione del rischio delle aziende agricole, attivando al più presto misure da affiancare alle assicurazioni agevolate, come i fondi di mutualizzazione e gli strumenti di stabilizzazione del reddito (Ist), anche attraverso le risorse a disposizione nel piano di sviluppo rurale nazionale”. In tale contesto, è comunque necessario individuare le responsabilità degli enti preposti che NON hanno allertato per tempo gli agricoltori del rischio legato alla mosca. Ci risulta infatti che diversi servizi fitosanitari regionali non avrebbero diramato nessun bollettino! Nella nostra regione è mancato l'avviso del rischio dovuto alle favorevoli condizioni climatiche per la mosca.Un fatto grave che avrebbe potuto evitare la drammatica perdita di prodotto oleario. La domanda è: perché le associazioni di categoria che sono deputate ad indirizzare gli iscritti (anche olivicoltori) non si sono mosse per tempo e non hanno avvisato i loro iscritti? Perché gli agricoltori dovrebbero continuare a pagargli le quote, vista la scarsa tutela e attenzione? Troviamo strano però come qualche cooperativa, ad esempio l'oleificio sociale coop. di canino, abbia allertato per tempo gli olivicoltori dando loro delle indicazioni chiare, mentre le associazioni, abbiano latitato colpevolmente.

 http://www.oscc.it/infosoci.htmlOleificio Sociale Cooperativo di Canino  www.oscc.it

I portavoce del M5S nella Commissione Agricoltura di Camera e Senato, hanno ricevuto numerose segnalazioni dai vari territori, riguardo le gravi perdite di produzione che interessano il settore oleario e stanno quindi valutando diverse azioni legislative e di indirizzo nei confronti del governo, per favorire l'accesso al Fondo di Solidarietà Nazionale (alimentandolo con interventi straordinari) e per promuovere un efficace piano assicurativo nazionale (entro il mese di novembre di ogni anno il MIPAAF emana un decreto nel quale sono riportate le colture e le fitopatie per le quali gli agricoltori possono assicurarsi. Questo di fatto è l'unico modo per avere contributi economici a seguito del danno alla produzione, di tutte le colture inserite nel decreto di cui prima che tenga conto anche delle recenti fitopatie).

Il materiale necessario, i link di riferimento a carattere Regionale, Nazionale ed Europeo sono disponibili presso la nostra sede di Rieti in Via De Juliis n.13, dove esiste anche la possibilità di confrontarsi direttamente con il nostro Deputato M5S Massimiliano Bernini.

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Il 27 novembre p.v., alle ore 17:00, presso l’aula della sede Provinciale di Rieti, in Via Salaria n. 3, si terrà un incontro sul delicato tema della Sanità, con particolare riferimento al  caso ASL di Rieti, esemplare per la mala gestione, la cecità della Regione e la beffa a danno di 160 mila cittadini.

Attraverso l’”Operazione trasparenza sanità” il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle della Regione Lazio ha avviato una strutturata serie di richieste di accesso agli atti e ai dati inoltrate (a luglio) a tutte le Aziende sanitarie della Regione Lazio, richiedendo i numeri dei flussi sanitari e quelli della contabilità analitica. Nel contempo, a seguito del progetto regionale e nazionale di ridimensionamento dell’unico ospedale esistente nel territorio reatino, per motivi economici di “spending review”, basato sul concetto di contenimento della spesa e non di erogazione di un servizio pubblico essenziale, il Gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, con la propria Task Force sanità, ha iniziato un’analisi basata sulla valutazione delle problematiche delle singole realtà sanitarie locali utilizzando tutti i dati pubblici.

Dal lavoro del gruppo è scaturita una mozione specifica sulla ASL di Rieti, che in questa occasione verrà illustrata dettagliatamente, dimostrando come con una corretta riallocazione e un corretto controllo delle spese e della produttività, sia addirittura realisticamente possibile potenziare l’unico ospedale del territorio reatino!

Invitiamo tutte le autorità, le associazioni, i comitati e tutti i cittadini a partecipare.

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Lunedì, 13 Ottobre 2014 13:59

TARdI ….e neanche arriva


Molti cittadini ci contattano, malgrado siano già scadute le prime due rate, per informarci che ancora non hanno ricevuto da parte di Equitalia la cartella per il pagamento della TARI. E se tanto  ci da tanto sono alcune centinaia se non migliaia le famiglie che non hanno ricevuto la tanto simpatica cartella. Si "narra" che la società cui Equitalia ha affidato la consegna delle cartelle  abbia deciso, magari mossa da un impeto di pietà, che era meglio buttarle nei cassonetti piuttosto che consegnarle ai cittadini. A parte il dovuto ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto da Equitalia nella scelta del fornitore ci chiediamo cosa ne pensi il Comune visto che ad Equitalia ha affidato l'invio delle cartelle e la relativa riscossione ovviamente dietro una lauta ricompensa. l 'unica notizia che abbiamo è che Equitalia invita i cittadini (pardon i sudditi) a recarsi presso i propri uffici per ritirare le cartelle ( ovviamente gli uffici sono aperti ad orari molto comodi... per loro).

Noi invece chiediamo al Comune di Rieti di attivarsi affinché Equitalia faccia il suo dovere e rimandi ai cittadini le cartelle visto che è la responsabile degli invii e per questo è pagata. Poi, siccome ci piace immaginare di vivere in un paese normale siamo sicuri che insieme alla cartella ci sarà anche una lettera di scuse per l’inconveniente e un nuovo termine per il pagamento del tributo senza mora o interessi. Cosi facendo questa Amministrazione dimostrerà di  riuscire a fare una cosa semplice, di buon senso e pure a costo zero. Visto che il rinvio sarà a carico di Equitalia. Ce la fará?

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Il 12 ottobre l’élite politica locale potrà nominare i propri rappresentanti alla Provincia di Rieti. Un’istituzione che tutti i partiti a parole sono concordi nell’abolire, ma che di fatto fa gola ancora alle fauci ingorde della Casta. Le “nuove province”, che mantengono le stesse competenze delle vecchie, di nuovo hanno solo un piccolo particolare: i normali cittadini, ormai sudditi, non possono più votare.

Sono patetici i comunicati dei partiti diramati sulla stampa locale in occasione della scelta dei candidati presidenti, Giuseppe Rinaldi e Michele Nicolai: partiti che fanno campagna elettorale fra se stessi, in un gioco autoreferenziale di 4 liste (1),pronte a spartirsi le poltrone, completamente distaccato dalla drammatica realtà del territorio. Una realtà che, come ricorda un recente studio del Sole 24 Ore (allegato 2), ha reso la Provincia di Rieti prima in Italia per diminuzione percentuale del reddito pro-capite, passato dai 19.508 euro del 2007 ai 16.234 del 2013, con una flessione del 16.8%.

Nessuno di questi partiti sfiora minimamente l’argomento, occupandosi solo di alleanze, di giochi di potere, un triste teatrino dove al cittadino è ora negato persino il diritto di votare il “meno peggio”.

Per non parlare del fatto che i consiglieri provinciali potranno godere di lauti rimborsi, secondo quanto stabilito con l’ultimo emendamento all’articolo 23 del Dl Pubblica amministrazione convertito in legge il 7 agosto 2014. Nel frattempo, “gattopardescamente”, il numero di consiglieri comunali con la legge Del Rio è aumentatonelle ultime amministrative di 29.096 unità e gli assessori di 5.036 unità, alla faccia della riduzione dei costi e dei minori oneri.

Il Movimento in Parlamento ha già presentato un emendamento per l’abolizione delle Province ,la quale porterebbe ad un risparmio di quasi 2 miliardi secondo uno studio dell’Istituto Leoni (3), ovviamente bocciato dagli altri partiti: per questo motivo i Cinque Stelle eletti nei consigli comunali non parteciperanno a questa farsa, sperando che la coerenza, forse un giorno, sarà un criterio di valutazione cardine nella scelta alle urne, laddove sarà ancora possibile, del destino del nostro martoriato Paese.

LORO non si arrenderanno mai, NOI ….neppure!

Rieti, 09 ottobre 2014

 

                                                                                                                      Meetup Amici di Beppe Grillo

                                                                                                                         “Grilli Parlanti di Rieti

                                                                                                                           Att. Gabriele Lorenzoni

Fonti:

 

(1)http://www.provincia.rieti.it/UserFiles/File/Elezioni%20Consiglio%20Provinciale-%20manifesto.pdf

(2)http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2014/07/crisi2007-13-pil.pdf

(3)http://www.brunoleonimedia.it/public/Focus/IBL_Focus_170_Giuricin.pdf

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Lo svincolo di Micigliano nasconde alla vista l’antica abbazia dei Santi Quirico e Giuditta: per questo i Parlamentari del Movimento 5 Stelle, Zolezzi, Terzoni, Busto, De Rosa, Segoni, Micillo e Daga hanno depositato l’interrogazione al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

L’interrogazione dei parlamentari pentastellati è stata depositata, come scritto nella stessa:

“per sapere se, alla luce delle numerose criticità riportate in seguito, considerato che il sito è stato dichiarato di importante interesse culturale attraverso l’apposizione di un vincolo di tutela diretta e indiretta, i Ministri interrogati, per le proprie competenze, non ritengano opportuno, sentiti gli enti coinvolti, accertare l’ottemperanza alle prescrizioni di tutela indiretta, al fine di evitare che sia compromessa l’integrità del bene e «ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro» ad avviare il procedimento per la reintegrazione del bene monumentale nel sito tutelato paesaggisticamente ed il ripristino dei luoghi al fine di attenuare la gravità del danno e ricondurre l’assetto dell’area alla situazione originaria, compatibile con la tutela e la valorizzazione dell’Abbazia”.

Di seguito tutte le criticità individuate :

  • al chilometro 113 200 della SS4 – Salaria si ergono 13 piloni in cemento realizzati allo scopo di collegare attraverso uno svincolo, il nuovo tratto stradale della Salaria con la strada che porta al comune di Micigliano in provincia di Rieti. L’attuale opera per imponenza e caratteristiche copre completamente alla vista l’Abbazia benedettina di SS. Quirico e Giulitta, del X secolo, distante circa trenta metri dal nuovo impianto infrastrutturale;
  • il medievalista Tersilio Leggio, assessore alla cultura della Provincia di Rieti, scriveva quanto segue sull’Abbazia dei Ss. Quirico e Giulitta di Micigliano (Rieti) nell’opuscolo «Il Museo diffuso», realizzato da Italia Nostra: «(…) nel territorio del comune di Micigliano, l’Abbazia altomedievale sorge nei pressi del greto del fiume, ed oggi dopo un lungo periodo di grave degrado, è in via di completa ristrutturazione. Le prime notizie del monastero risalgono alla seconda metà del secolo X, ma la sua fondazione è databile ai primi decenni del secolo, subito dopo le incursioni saracene che avevano incendiato e saccheggiato le chiese dell’area. (…) La perdita pressoché totale del cartario monastico lascia nell’ombra l’attività dei fondatori benedettini dell’Abbazia ma sicuramente questa ebbe un ruolo di grande rilievo nell’organizzazione territoriale dell’alta valle del Velino. Ai benedettini, infatti, va attribuita l’introduzione dei terrazzamenti che si dispiegano ancor oggi lungo le pendici diboscate dei monti della vallata»;
  • la zona per la sua rilevanza è sottoposta ad una serie di vincoli di carattere ambientale paesaggistico; l’Abbazia e il cantiere stradale sono a ridosso di due grandi aree ZPS-SIC (ZPS IT6020005 Monti Reatini ZPS SIC IT 6020013 Gole del Velino), distanti tra di loro poche centinaia di metri, e di una grande area ritenuta importante per l’avifauna. In essa si adagia l’Abbazia sottoposta a vincolo diretto e diffuso ai sensi del decreto legislativo 42/2004.
    Considerata l’importanza e singolarità dell’abbazia per le sue valenze monumentali e paesaggistiche, il comune di Micigliano negli anni del Giubileo si prodiga e ottiene i fondi per il restauro ed il rilancio turistico del monumento religioso; ma, con la legge obiettivo, si predispone un piano di adeguamento della piattaforma stradale proprio all’altezza dell’abbazia. L’opera ribattezzata «l’otto volante», per le estreme dimensioni, sproporzionate rispetto alle reali necessità del traffico locale, rientra nel più vasto progetto di riqualificazione di un tratto di 3 chilometri della Salaria funzionale alla rettifica dell’attuale impianto stradale. Il ministero delle infrastrutture e trasporti autorizzava i lavori che la società Anas appaltava all’impresa SAFAB s.p.a. in data 13 novembre 2007;
  • transitandovi, sono ben visibili i tredici piloni di cemento armato che si alzano al cielo a 30 metri dall’Abbazia di SS. Quirico e Giulitta, costata 3,5 miliardi di vecchie lire nel Giubileo 2000, per costruire, in zona protetta, uno svincolo a tre uscite per il comune a più bassa densità abitativa della provincia (140 abitanti);
  • così si legge nell’appello indirizzato il 1o luglio 2010 da Riccardo M. Menotti, geologo e ricercatore del CNR di Firenze, al Presidente della Repubblica «quale garante della costituzione che all’articolo 9 tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della nazione» al quale chiede «la sospensione dei lavori, la revisione del progetto ed il ripristino dello stato dei luoghi»;
  • contemporaneamente alla realizzazione delle opere di cantieristica e adeguamento stradale, si concludeva la verifica dell’interesse culturale, ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 42 del 2004, per l’apposizione del vincolo diretto all’Abbazia di Ss Quirico e Giulitta. Il Ministero dei beni culturali dava altresì avvio al procedimento per l’apposizione del vincolo paesaggistico, ai sensi dell’articolo 46 del decreto legislativo 42 del 2004, conclusosi poi con l’adozione del provvedimento di vincolo, datato 23 luglio 2010, con il quale veniva vietata ogni modifica dello stato dei luoghi;
  • nonostante il ricorso presentato al T.A.R. Lazio dalla Soc. Anas Spa contro il Ministero dei beni e le attività culturali (rg.n. 11137 del 2010), il 5 maggio 2010 viene emesso da parte della soprintendenza ai beni architettonici del Lazio nei confronti della SAFAB spa l’ordine di sospensione dei lavori e ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi degli «articoli 28, 160, 169 del decreto legislativo n. 42 del 2004, indirizzata unitamente al Nucleo Tutela del Patrimonio culturale dei Carabinieri di Roma e Antrodoco»;
  • emerge da un’interrogazione a risposta scritta, presentata il 18 gennaio 2011 dall’On. Elisabetta Zamparutti (4-10436), che «l’amministrazione comunale di Micigliano (Rieti – sindaco Franco Nasponi nda.) il 7 aprile 2009 ed il 30 novembre 2009 aveva ricevuto il provvedimento di tutela ai sensi dell’articolo 46 del decreto legislativo n. 42 del 2004 per cui «era tenuta da quella data ad attenersi», «evidenzia che l’ente territoriale non ha ottemperato a quanto disposto con il primo avvio» e pertanto invitava «il Comando Carabinieri, quale postazione locale d’intervenire per rendere esecutiva la sospensione dei lavori e nel contempo si ordina il ripristino dello stato dei luoghi. S’inoltra al Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio copia degli atti citati per l’attivazione di una procedura di controllo sulla grave inadempienza dell’amministrazione comunale»; nella Risoluzione in Commissione 7-00675 presentata il primo agosto 2011 l’Onorevole Zamparutti segnala che «la ditta beneficiata dell’appalto, Safab spa, è stata oggetto di un’ostativa antimafia dalla prefettura di Roma nel novembre 2009 ed il ricorso proposto avverso la citata informativa antimafia e i conseguenti recessi dai contratti è stato respinto dal T.A.R. Lazio – sezione 1-ter, con sentenza n. 3458 del 24 marzo 2011, depositata il 19 aprile 2011; recentemente, il 19 luglio 2011, Consiglio di Stato, sezione III, NR. 4360, ha respinto, come già il TAR, il ricorso della SAFAB, nuova società derivante dalla precedente dopo che tre amministratori e un dipendente, vennero estromessi perché arrestati, avverso le informative antimafia emanate nei suoi confronti dalla prefettura di Roma (n. 220406, 220617 e 22654 del 23 novembre 2010)»;
  • in un convegno del 5 maggio 2009 cui aderiscono Legambiente, Fai, WWF, Cai, Mountain Wilderness, ed Anisa (associazione nazionale insegnanti storia dell’arte), Italia Nostra propone un’alternativa per limitare i danni: un rettifilo con due semplici stop «a raso», il tutto con uno studio su popolazione, traffico e residenti realizzato dall’ingegnere Aldo Riggio docente di tecnica urbanistica a contratto dell’Università Tor Vergata di Roma, con l’intervento di Carlo Cecere ordinario d’ingegneria alla Sapienza di Roma;
  • da quanto stabilito dal TAR Puglia (Bari, Sez. III – 28 maggio 2009, n. 1274), la valutazione dell’incidenza sull’ambiente e sul paesaggio di ogni opera di urbanizzazione primaria non può essere limitata esclusivamente all’area su cui ricade l’intervento ma deve essere necessariamente riferita al complessivo contesto ambientale (ivi compreso lo skyline) entro cui l’opera si inserisce;
  • risulta ad oggi che non sia stata avviata alcuna opera di demolizione per il ripristino ambientale e paesaggistico. Le uniche operazioni di rilievo riguardano la copertura dei piloni in cemento con inerti ottenuti dallo scavo di una galleria distante pochi chilometri dallo svincolo in realizzazione. Tale operazione non può essere ritenuta congrua, visto che il riempimento della sopraelevazione condurrebbe, necessariamente, alla totale chiusura visiva dell’antica Abbazia.

(Fonte: http://www.rietilife.it/2014/08/05/svincolo-micigliano-i-deputati-del-m5s-presentano-uninterrogazione-parlamentare/)

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Il 10 luglio u.s. è scaduto il termine per presentare osservazioni alla variante al PRG adottata dal consiglio comunale di Rieti, in data 08 Aprile 2014, per la localizzazione della sede distaccata dell’Istituto Alberghiero.

Noi, come Grilli Parlanti di Rieti, abbiamo provveduto nei termini di legge a presentare le suddette osservazioni, ponendo l’accento sulle norme tecniche del P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico approvato con D.P.C.M 10 novembre 2006); infatti il nuovo istituto alberghiero nelle intenzioni dell’amministrazione proponente (ex Provincia di Rieti) verrà realizzato in quella che le citate norme identificano come Fascia B.

L’intento delle nostre osservazioni è quello di sollecitare l’amministrazione comunale ad una più scrupolosa lettura delle norme tecniche, prima che la variante di cui sopra venga approvata definitivamente.

 

LORO non si arrenderanno mai, NOI ….neppure!

Rieti, 11 luglio 2014                           

 

                                                                                                           Meetup Amici di Beppe Grillo “Grilli Parlanti di Rieti

                                                                                                                                    Attivista Ugo Perotti

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Sono stati spesi fiumi di parole riguardo le numerosissime perdite di lavoro nel reatino, eppure quelle poche persone fortunate che ancora possono chiamarsi lavoratori spesso non hanno garanzie di un futuro in cui permettersi un mutuo per una casa propria, in cui permettersi l’università per i figli, in cui ci siano prospettive di lavoro per i familiari o, più semplicemente, in cui non siano attanagliati dall’incubo di non poter onorare i debiti. Oltre alle innumerevole chiusure di fabbriche ed esercizi commerciali, la perdita di lavoro interessa quasi tutti i settori, ciò nonostante  in alcuni casi in cui il lavoro ancora c’è, si può anche restare senza stipendio; è questa la sorte toccata ai numerosi interinali che lavorano presso l’Ospedale e le strutture della ASL di Rieti, molti dei quali sono gli unici ad avere un reddito in famiglia, eppure dall’oggi al domani si sono ritrovati senza paga ed in balia di decisioni ed azioni risolutorie intempestive.

Recentemente il Prefetto di Rieti, il Vice Prefetto Vicario, il Direttore Generale della Azienda USL di Rieti, il Direttore Amministrativo, i responsabili delle U.O.C. Acquisizione Beni e Servizi ed Economico Finanziaria della ASL, insieme ad AlessioDAmato, responsabile della cabina di regia del sistema sanitario della Regione Lazio, si sono incontrati per esaminare le problematiche connesse al servizio dei lavoratori interinali dell’Agenzia del lavoro Alba S.p.A.; nell’incontro è emersa la necessità di adottare provvedimenti atti a preservare il servizio pubblico essenziale e il mantenimento dei livelli occupazionali, è stato quindi chiesto alla Regione di poter indire una procedura di gara e di poter procedere all’indizione di avvisi pubblici per assunzioni di lavoratori a tempo determinato, di avviare apposito interpello, in via d’urgenza, di altri operatori per l’affidamento del servizio fino all’aggiudicazione della nuova procedura ad evidenza pubblica.

Il dott. D’Amato ha manifestato l’accordo a procedere all’espletamento della gara con la formula richiesta e ad avviare apposita istanza, sempre in via d’urgenza, di altri  operatori per l’affidamento del servizio, esprimendo parere favorevole anche alla richiesta di riorganizzazione dei servizi e all’indizione di avvisi pubblici per l’assunzione di personale a tempo determinato.

Dopo l’impossibilità per l'Agenzia Alba S.p.A. di Frosinone a provvedere al pagamento degli stipendi, per i già noti problemi legati ad errate operazioni, sembrerebbe che ora l’Azienda USL di Rieti sia stata autorizzata a subentrare in surroga ad Alba S.p.A. nell'erogazione materiale degli emolumenti che il personale interinale andrà a maturare, secondo un preciso accordo tra Agenzia e ASL, ad integrazione delle disposizioni contenute nel contratto in essere.

Intanto i 230 interinali sono ancora in attesa.

Un paio di anni fa la ASL pubblicò un bando di concorso per assumere 56 ausiliari a tempo determinato, tramite il centro per l’impiego di Rieti, rispettando i criteri di disoccupazione, famiglie numerose, familiari disabili, incapienza economica ecc. Dopo che venne redatta la graduatoria però la Regione pose degli ostacoli e nonostante i numerosi solleciti da parte della ASL, motivati dalla prospettiva di una seria compromissione dei livelli minimi di assistenza, non concesse l’autorizzazione all’assunzione del personale e la ASL dovette rivolgersi all’agenzia interinale per reperire quel personale strettamente necessario.

Il gruppo “Grilli Parlanti di Rieti” chiede che si torni ad impiegare gli interinali in maniera corretta e chiede alla Regione Lazio che si superi la forma di precariato degli stessi e che autorizzi le assunzioni a tempo determinato del personale ausiliario necessario, iscritto nelle graduatorie dell’Ufficio Provinciale del Lavoro.

I “Grilli Parlanti di Rieti” chiedono, inoltre, che vengano accordate al più presto le deroghe e venga URGENTEMENTE autorizzata l’indizione di avvisi pubblici per colmare la cronica carenza di personale che, anche in vista della necessità di fruizione delle ferie, vedrebbe compromessi i livelli minimi assistenziali con un devastante allungamento delle liste di attesa, acuendo così la situazione emergenziale in cui versa l’unica realtà sanitaria del territorio, difficile da gestire e da contenere.

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Mercoledì, 21 Maggio 2014 17:28

ENNESIMA BATOSTA per l'Amministrazione comunale

Dopo la sentenza del Giudice Di Pace che decreta la nullità delle multe ZTL in quanto illegittima, dopo il parere dell'AVCP (Autorità Vigilanza Contratti Pubblici) che annulla l'affidamento della gestione delle multe della ZTL (a proposito dove era l'attuale amministrazione allora minoranza quando veniva affidato in maniera palesemente illegittima il servizio alla Sapidata?  Era assente per malattia o connivenza?) ecco l'ennesima batosta che sancisce, qualora ce ne fosse ancora bisogno che chi amministra questa bellissima città se ne deve andare a casa, subito! Anche perchè questa volta tocca le tasche di tutti ma proprio tutti i cittadini di Rieti.

Infatti delle due l'una, o questa amministrazione è l'emblema dell'improvvisazione e dell'impreparazione oppure hanno degli interessi (che ovviamente non sono quelli dei cittadini) nel prorogare continuamente e illegittimamente l'appalto per la gestione dei rifiuti sempre e solo all'ASM di Rieti.  E' notizia di questi giorni che il garante per la concorrenza ha segnalato quanto segue:”Posta la pacifica natura “non conforme” (alla direttiva europea NDR) …..... il Comune ha nuovamente prorogato i contratti di servizio alla ASM pur nella CONSAPEVOLEZZA che, quantomeno per i servizi di igiene urbana (rifiuti) la soluzione prescelta non fosse quella più economicamente vantaggiosa.” Infatti si legge nel bollettino n.16 del 22/04/14 del Garante della concorrenza che il prezzo posto a base di gara dalla SAPRODIR Srl (entità consortile di 43 comuni della provincia di Rieti) è di 108 € ad abitante ben inferiore ai 146 € sostenuti dal comune nel 2013. Oltre a questo mancato risparmio e si parla di qualche milione di €, è prevista anche una riduzione del 26% della tariffa sui rifiuti. Un tale comportamento da parte dell’amministrazione non fa altro che aggravare la situazione economica del Comune e di conseguenza dei cittadini i quali si trovano a dover fare i conti con tariffe sempre più care e servizi meno efficienti.

Inoltre, sottolinea il Garante per la concorrenza, se il Comune avesse aderito alla SAPRODIR non solo ci sarebbero stati dei sensibili risparmi per i cittadini di Rieti con una riduzione  sulla IUC (imposta unica comunale) ma si sarebbe realizzata anche quell'unificazione gestionale, non ancora realizzata dalla regione Lazio, con una proiezione ventennale in termini di recupero materie prime e del trattamento della frazione organica. Inoltre si legge tra le righe che il comune, continuando a prorogare l'appalto all'ASM di Rieti, starebbe di fatto regalando dei maggiori profitti al socio privato dell'Asm che come è noto ne detiene il 40%. A pensar male si fa peccato ma quando si viene pescati con le mani nella marmellata …tanto qual'è il problema, pagano i cittadini di Rieti no? Mica loro. Un’amministrazione oculata dei beni comuni deve fare sempre gli interessi dei cittadini ponendo in essere tutte quelle scelte che possano, soprattutto in tempi di crisi come questi, arrecare vantaggi sia in termini di qualità del servizio, sia in termini di economicità delle tariffe.

 

La nota poi si conclude chiedendo al Comune di Rieti di informare l'Autorità dei provvedimenti che dovrà intraprendere minacciando un ricorso al TAR (art 21.bis della legge 287/90)  qualora il Comune non sistemi immediatamente le cose.

 

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Viste le numerose segnalazioni pervenuteci in questi giorni dai cittadini, il Meetup “Grilli parlanti di Rieti”, unitamente agli altri meetup 5 stelle dislocati sul territorio, denuncia l’affissione selvaggia dei materiali di propaganda elettorale al di fuori degli appositi spazi destinati e non rispettando le assegnazioni come da documento della Prefettura delle liste ammesse nella circoscrizione III Italia Centrale. Sia i manifesti affissi dal gruppo locale dei “Grilli parlanti di Rieti” sia quello di Fara Sabina, sono stati “oscurati” da manifesti di altri partiti, pertanto sarà nostra cura raccogliere le foto scattate nelle diverse postazioni dislocate nelle varie zone della città in un unico “file”, che verrà poi girato alle competenti autorità per le relative sanzioni a norma di legge. Si chiede inoltre alla Polizia Municipale dei diversi comuni di intervenire e sanzionare queste inosservanze attuando il rispetto della normativa vigente. Si chiede alle varie Amministrazioni comunali dell’intera provincia di Rieti di provvedere alla defissione dei manifesti posti fuori dagli spazi autorizzati per ciascun candidato o lista, nonché di rimuovere qualsiasi altra affissione abusiva o scritta ovunque effettuata, precisando che le spese sostenute dai comuni per la rimozione del materiale di propaganda abusiva nelle forme di scritti o affissioni murali o di volantinaggio sono a carico, in solido, dell'esecutore materiale e del committente responsabile".

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I Grilli Parlanti di Rieti il prossimo 26 aprile, dalle ore 10:00 alle ore 20:00, saranno presenti con un gazebo nei pressi del centro commerciale Perseo per raccogliere le firme necessarie a presentare una mozione al Comune di Rieti, affinché ponga in essere tutte quelle azioni volte a qualificarsi come un “Comune OGM FREE”, ovvero affinché contrasti la coltivazione di questi organismi i cui effetti a lungo termine, dato lo scarso lasso di tempo trascorso dal loro primo impiego,  non sono ancora del tutto noti. Infatti la sicurezza delle colture GM non è mai stata provata, ma al contrario le prove già emerse sono sufficienti a suscitare serie preoccupazioni circa i rischi posti dagli OGM.  

Inoltre è falso affermare che gli ogm permettono di ottenere rese più alte e in grado di risolvere la fame nel mondo come dimostrato da un gruppo di ricercatori, coordinato da J. A. Heinemann (2013).

L'articolo 5 della legge n. 283 del 1962, che è la norma di base italiana in tema di alimentazione, afferma testualmente; "E' vietato l'uso di sostanze alimentari trattate in modo da violarne la composizione naturale".

Un OGM (organismo geneticamente modificato) è un essere vivente che possiede un patrimonio genetico manipolato in laboratorio tramite tecniche di ingegneria genetica;

La disciplina comunitaria si occupa di tutelare l’ambiente, la vita e la salute di uomini, animali e piante, ma consente alla normativa interna la possibilità di adottare le misure più opportune per limitare gli effetti economici connessi alle potenzialità diffusive degli OGM che se seminati contamineranno e distruggeranno in modo irreversibile le nostre sementi naturali che si sono evolute e differenziate in oltre 10000 anni di storia!

In Italia ben tre quarti delle Regioni e migliaia di Comuni si schierano contro le coltivazioni OGM e si dichiarano “liberi da OGM”, perché non è pensabile poter far convivere produzioni agricole OGM con produzioni biologiche e tradizionali. Il Parlamento europeo il 10 marzo 2014 ha bocciato la proposta sul materiale riproduttivo vegetale della Commissione europea, che voleva vietare il libero scambio e commercio di semi tra piccoli produttori, a vantaggio delle aziende produttrici multinazionali principali responsabili della diffusione OGM;

Essendo il Sindaco l’autorità sanitaria locale, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell'art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica; per questo noi, insieme a voi, vorremmo che egli richieda al Governo di mettere in atto tutte le azioni possibili al fine di procedere all’adozione della clausola di salvaguardia, così come previsto dall'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE, a tutela della salute umana, dell'ambiente e del modello economico e sociale del settore agroalimentare italiano;

Con le firme di tutti vorremmo invitarlo ad avviare una seria campagna di educazione alimentare, legata al consumo e alla spesa consapevole di prodotti tradizionali e locali di qualità.

Alle ore 12 è prevista al gazebo una conferenza stampa con Marco Tiberti, responsabile provinciale di European Consumers. Vi aspettiamo

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